Il dibattito sul divieto degli smartphone tra i banchi continua ad accendere confronti. Ma, secondo Dianora Bardi, presidente di Impara Digitale, la questione è più profonda: «Educare non significa negare. Non possiamo limitarci a vietare uno strumento se non costruiamo una didattica capace di affrontare il presente e preparare al futuro».
Per la Prof.ssa Bardi, non è il cellulare il vero problema, ma una scuola che rischia di rimanere ancorata a modelli del passato. Se la didattica non si rinnova, diventa incapace di coinvolgere davvero gli studenti e di valorizzare le potenzialità degli strumenti digitali che fanno parte della loro vita quotidiana.
«Inutile nascondere i dispositivi – sottolinea – meglio mettere al centro una scuola che apra gli occhi sul presente, che ascolti i ragazzi e dialoghi davvero con loro».
Un invito, dunque, non solo a discutere di divieti, ma a ripensare l’intero modello educativo, affinché possa preparare le nuove generazioni alle sfide del futuro.