11 Novembre 2011

Le competenze e il cloud learning

Abstract della relazione di Max Wind-Cowie "Libertà e innovazioni nell'uso del tempo scuola"
L'avvento delle delle competenze ha messo contemporaneamente in crisi la rigida suddivisione delle discipline, l'uniforme scansione degli orari scolastici, gli spazi e i luoghi dove avviene l'apprendimento e, ultimo ma non per importanza, la professionalità docente.

L’autonomia è una delle competenze per la vita sempre più difficili da padroneggiare. Il lavoro nel mondo delle professioni, delle imprese, dei servizi richiede autonomia, autodisciplina e pensiero creativo. Una scuola che enfatizzi queste competenze produrrà ragazzi capaci di cogliere le numerose opportunità offerte dalla società occidentale. Una scuola che continua ad ossessionare con la rigidità, l’autoritarismo e i compiti di routine produrrà giovani meno attrezzati a districarsi nel moderno mondo del lavoro. La sovranità del tempo è la chiave per sviluppi positivi – eppure è completamente assente dalle scuole.

Il modo di insegnare ai ragazzi non può essere distaccato dalla vita reale – e questo significa insegnare loro a gestire il tempo e affidarne a loro il controllo. Questo spaventa gli insegnanti e anche i genitori. Ma in un’epoca in cui l’informazione e la conoscenza sono accessibili – giorno e notte – con un click, come si può continuare a pensare che i ragazzi apprendano attraverso riti che si svolgono soltanto dentro l’aula, interrotti tutti contemporaneamente al suono della campanella?

Le scuole dovrebbero organizzare il programma per temi, non per singole discipline, consentendo ai ragazzi di assumere quelle idee nelle quali sono interessati. Avere un’idea dell’educazione – per esempio – significa sapere di politica, di storia, di pedagogia, di psicologia, delle trasformazioni industriali e molto altro. Non la si acquisisce leggendo un testo su “come insegnare”!

Cloud (nuvola) è una metafora per internet e cloud computing è una metafora che indica la possibilità di connettersi ovunque ci si trovi, anche seduti su una nuvola !. Ormai usiamo le risorse del computer attraverso internet a banda larga proprio come usiamo l’acqua corrente o l’elettricità. Google, Yahoo e Amazon, in particolare, si sono dati da fare per costruire la “nuvola”. Questi servizi promettono di fare scendere i prezzi della tecnologia informatica dal 30% al 60%.

Questo cambiamento, comunque, ha delle implicazioni sulle organizzazioni molto più ampie del semplice risparmio sui costi.

La collaborazione e l’apprendimento diventeranno sempre più distribuiti digitalmente su reti decentralizzate di applicazioni umane e non umane. La nostra cultura fatta di reciproche relazioni cambierà man mano che aumenteranno i collegamenti fra le persone attraverso le tecnologie digitali.

La sperimentazione è l’applicazione  degli elementi fondamentali del cloud learning (apprendimento attraverso il cloud computing) e dei vantaggi che derivano da sistemi umani, informatici e computerizzati decentralizzati e distribuiti.

Ci sono ottimi esempi di come le tecnologie sociali stanno attivando nuovi modelli di collaborazione. In generale, una social computing platform schiera una rete di persone connesse su scala planetaria. Queste reti riescono a filtrare e offrire le migliori e più pertinenti informazioni a coloro che le richiedono. I vantaggi offerti dai sistemi aperti sono molto maggiori di quelli offerti dai sistemi centralizzati e chiusi basati su contenuti circoscritti e su una base ristretta di utenti.

Crowdsourcing (il valore partecipativo come risorsa) permette di “appaltare” attraverso internet alcuni compiti chiave a un grande numero di persone così da attingere da tutta l’intelligenza collettiva disponibile. Siti web come elance.com e 99designs.com forniscono lavoratori freelance valutati fra pari pronti ad aiutarvi nel vostro lavoro.

Motori Q&A come Aardvark e Quora consentono di porre domande e di ricevere risposte da tutto il mondo. Siti di social bookmarking come Diigo permettono di filtrare internet per trovare siti e contenuti interessanti

Le attuali tendenze dei computer mobili e delle tavolette digitali ci stanno ad indicare che in futuro gli strumenti di accesso diventeranno sempre più contestuali e libereranno il computer dal bisogno di essere collocato in un posto fisso. Il cloud learning, l’apprendimento attraverso internet, realizzato con uno strumento mobile abbina la possibilità di attingere risorse distribuite con l’ informazione contestuale, accessibile cioè in qualsiasi posto e in qualsiasi momento.

Applicazioni come Worldlens (traduzione in tempo reale), Layar (Augmented Reality, AR, combinazione del mondo reale e dei dati generati dal computer) e StarWalk (scandagliare oggetti celesti), mostrano già enormi potenzialità.

Gli studenti non dovranno più caricarsi di zaini pieni di libri e quaderni, dal momento che tutto sarà contenuto nelle tavolette digitali. In futuro gli scaffali della libreria non avranno più una collocazione fisica, tutto (ogni pagina, ogni articolo ecc..) potrà essere appuntato, annotato, spartito e filtrato su una rete sociale (social network).

Infine gli studenti potranno disporre di un insieme di applicazioni sui propri dispositivi digitali mobili, che diventeranno strumento personale di apprendimento, fatto di software di contenuti e di servizi collegati via internet. Il risultato finale sarà una sorta di sesto senso che consentirà all’utente di disporre in qualsiasi luogo e in tempo reale di un secondo cervello computerizzato con capacità dilatate

La sfida comunque non è rappresentata dalla tecnologia, ma dalla nostra attuale cultura e dalle infrastrutture educative esistenti che si fondano su di un paradigma in dissoluzione. Il nostro sistema scolastico dovrebbe riflettere la società in cui viviamo, ma allo stato attuale continua ad essere gestito come corpo separato, con una vita a sè stante, che lotta per mantenere i vantaggi che ha accumulato negli anni e resistere al cambiamento finchè non emergerà un paradigma che lo sconfiggerà.

L’apprendimento formale e le istituzioni scolastiche cercheranno invece i modi per sviluppare e incrementare modelli pedagogici e pratici fondati sull’apprendimento sociale, sull’apertura e la trasparenza, capaci di rendere i servizi più accessibili.

Questo pare essere l’unico modo che queste istituzioni hanno per mantenere una qualche importanza nei confronti dei futuri studenti