Come nasciamo
Era il 2010 quando uno scambio di opinioni tra amici e colleghi sulle nuove linee guida dell’Unione Europea per l’insegnamento evidenziò la necessità di una sperimentazione didattica monitorata della tecnologia, non come mero strumento della didattica tradizionale, ma come un vero e proprio ambiente efficace per l’apprendimento personale nell’ambito dei percorsi di studio.
Si trattava di verificare:
- in che modo tecnologie educative sperimentate, come ambienti di apprendimento o biblioteche digitali, potessero integrarsi tra loro e con quelle utilizzate da studenti, docenti e formatori
- come il loro utilizzo integrato potesse cambiare significativamente l’organizzazione di scuola, metodi di studio, strategie d’insegnamento e risultati, soprattutto qualitativi
- se l’insieme delle interazioni tra dispositivi e contenuti digitali dinamici potesse agevolare l’approccio ai problemi, il pensiero critico e la predisposizione alla lettura, generando il fattore di innovazione metodologico-didattica.
La sperimentazione prese avvio nello stesso anno e acquistò sempre più importanza diventando il punto di partenza per attuare un radicale cambiamento della metodologia di insegnamento, finalizzato all’identificazione di un metodo didattico per la creazione di una scuola senza barriere, la “Cloud School”.
Per sviluppare ulteriormente il progetto e ampliarne la scala serviva però un gruppo strutturato di esperti che lo sostenesse e che creasse un polo di riferimento per tutti quei soggetti interessati a fare il primo passo verso il cambiamento.



